Il Cristo Velato, situato all’interno della Cappella Sansevero a Napoli, è una delle opera più note e suggestive al mondo. Ecco a voi una recensione completa di questa opera, della leggenda e delle bellissime immagini da ammirare.
Il Cristo Velato è considerata una delle opere più importanti, ammirate per la sensibilità, la commozione e la suggestione che trasmette, oltre che per la tecnica con cui è stata realizzata! L’umanità l’ha eletta come una delle meraviglie del mondo moderno alla stessa stregua della Pietà di Michelangelo!
A tal proposito, il grande scultore Antonio Canova con rammarico dichiarò che avrebbe dato 10, 20 anni e più della sua vita per esserne stato lui l’autore! L’opera fu commissionata dal principe di Sansevero, Raimondo del Sangro, ad Antonio Corradini, che aveva già scolpito la “Pudicizia”, in onore alla madre dello stesso principe; ma il Corradini morì lasciando solo un bozzetto in creta della statua del Cristo velato, conservato, oggi, nel Museo di San Martino a Napoli. In seguito, la sua realizzazione avvenne grazie ad un’artista napoletano allora sconosciuto, Giuseppe Sanmartino, che completò l’opera nel 1753. Secondo i desideri del principe, la statua di marmo doveva essere scolpita a grandezza naturale, rappresentante il Gesù morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco di marmo della statua!
Il Sanmartino non tenne conto, per questa realizzazione del bozzetto lasciato dal Corradini, ma ne diede un’impronta tutta sua esaltando soprattutto il “velo”, che costituisce un tutt’uno con la statua del Cristo, che tutt’oggi è oggetto di mistero, tanto inspiegabile risulta essere la tecnica di realizzazione! Indubbiamente il messaggio che i due artisti intendono dare sono proprio quello stilistico del velo ( anche nella Pudicizia accade la stessa cosa), ma qui l’arte tardo-barocca si distanzia un po’, imprimendo al sudario un movimento e un significato che lascia interdetti, estasiati, colpiti per ciò che vediamo, che diventa quasi tangibile: la nostra sensibilità ne viene quasi sconvolta! L’artista scolpisce, scarnifica il corpo senza vita, che le morbide coltri raccolgono misericordiosamente, sul quale i tormentati, convulsi ritmi delle pieghe del velo incidono una sofferenza profonda, quasi che la pietosa copertura rendesse ancor più nude ed esposte le povere membra, ancor più inesorabili e precise le linee del corpo martoriato.
La vena gonfia e ancora palpitante sulla fronte, le trafitture dei chiodi sui piedi e sulle mani sottili, il costato scavato e rilassato finalmente nella morte liberatrice sono il segno di una ricerca intensa che non dà spazio a preziosismi o a canoni di scuola, anche quando lo scultore “ricama” (perché di ricamo scultoreo si tratta) minuziosamente i bordi del sudario o si sofferma sugli strumenti della Passione posti ai piedi del Cristo.
L’arte di Sanmartino si manifesta in quest’opera sottolineando tutta la profonda sensibilità dell’autore, che riesce a rendere qui quell’’evocazione drammatica, che fa della sofferenza del Cristo il simbolo del destino e del riscatto dell’intera umanità!
Il Cristo Velato: La leggenda del “Velo”
Numerose leggende si sono create intorno alla figura del principe di San Severo, Raimondo di Sangro, che fu un audace sperimentatore di tutto ciò che lo circondava e incuriosiva! Una di queste riguarda proprio il velo del Cristo. Da più di duecentocinquant’anni, infatti, viaggiatori, turisti e perfino alcuni studiosi, increduli dinanzi alla trasparenza del sudario, lo hanno erroneamente ritenuto frutto di un processo alchemico di “marmorizzazione” compiuto dal principe di Sansevero.
In realtà, il Cristo velato è un’opera interamente in marmo, ricavata da un unico blocco di pietra, come si può constatare da un’osservazione scrupolosa e come attestano vari documenti coevi alla realizzazione della statua. Ricordiamo tra questi un documento conservato presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli, che riporta la testimonianza di un acconto di cinquanta ducati a favore di Giuseppe Sanmartino firmato da Raimondo di Sangro (il costo complessivo della statua ammonterà alla ragguardevole somma di cinquecento ducati). Nel documento, datato 16 dicembre 1752, il principe scrive esplicitamente:
“E per me gli suddetti ducati cinquanta gli pagarete al Magnifico Giuseppe Sanmartino in conto della statua di Nostro Signore morto coperta da un velo ancor di marmo…”. Anche nelle lettere spedite al fisico Jean-Antoine Nollet e all’accademico della Crusca Giovanni Giraldi, il principe descrive il sudario trasparente come “realizzato dallo stesso blocco della statua”. Lo stesso Giangiuseppe Origlia, il principale biografo settecentesco del di Sangro, specifica che il Cristo è “tutto ricoverto d’un lenzuolo di velo trasparente dello stesso marmo”.
Il Cristo velato è, dunque, una perla dell’arte barocca che dobbiamo esclusivamente all’ispiratissimo scalpello di Sanmartino e alla fiducia accordatagli dal suo Illustre committente. Il fatto che l’opera sia stata realizzata da un unico blocco di marmo, senza l’aiuto di alcuna escogitazione alchemica, conferisce alla statua un fascino maggiore di quanto non si pensi, e fa del Sanmartino uno scultore unico e irripetibile così come la sua opera! La leggenda del velo, però, è dura a morire e resta un mistero la realizzazione di esso, del mistero che avvolge la persona del principe di Sansevero e la “liquida” trasparenza del sudario. D’altra parte, era nelle intenzioni del Di Sangro , e i tutto ciò che realizzava, suscitare meraviglia: non a caso fu egli stesso a constatare che quel velo marmoreo era tanto impalpabile e “fatto con tanta arte da lasciare stupiti i più abili osservatori”.
Immagini del Cristo Velato prese da varie angolazioni
Come arrivare alla Cappella Sansevero:
La Cappella Sansevero è situata nel cuore del centro antico di Napoli, alle spalle di piazza San Domenico Maggiore.
- Per chi viaggia in autostrada: prendere l’uscita Porto. L’auto può essere depositata al parcheggio Brin. Prendere il bus CS (fermate corso Umberto I, via Duomo o piazza Dante) o C82 (fermata via Nuova Marina, in corrispondenza dell’incrocio con via Porta di Massa).
- Per chi viaggia in aereo e atterra all’Aeroporto Internazionale di Capodichino: prendere l’Alibus (fermata piazza Municipio), poi il bus 1, 4 o C82 (fermata via Nuova Marina, in corrispondenza dell’incrocio con via Porta di Massa).
- Per chi viaggia in treno e arriva alla Stazione Centrale o alla Stazione di Mergellina: prendere la Metropolitana, linea 2 (fermata Cavour).
- Per chi viaggia con mezzi marittimi e arriva alla Calata Porta di Massa o al Molo Beverello: prendere il bus 1, 4 o C82 (fermata via Nuova Marina, in corrispondenza dell’incrocio con via Porta di Massa); per chi arriva al Molo di Mergellina: prendere il bus R3 (fermata via Medina) o recarsi alla vicina Stazione di Mergellina e prendere la Metropolitana, linea 2 (fermata Cavour).
In tutte queste opzioni, è previsto un percorso aggiuntivo a piedi di circa 5/10 minuti. Per ulteriori informazioni, o per verificare eventuali cambiamenti di percorso delle linee del trasporto pubblico urbano, consigliamo di consultare i seguenti siti: www.anm.it, www.trenitalia.com, www.metro.na.it
Orari di apertura
Iil martedì è chiuso. Tutti gli altri giorni, compreso la domenica, la cappella è aperta dalle 10,00 alle 18,00.
Il costo del biglietto è di 8 euro, mentre esiste uno sconto comitiva e quello per i bambini inferiori ai 5 anni.
Aperture e chiusure straordinarie – Orari prolungati
- Tariffe Biglietto ordinario: € 7.00; Artecard: € 5.00
- Ragazzi da 10 a 25 anni compiuti: € 5.00
- Scuole: € 2.00
- Minori di 10 anni: gratis










Ogni volta che osservo il Cristo velato ho la sensazione che possa alzarsi……E’ un mistero che mi affascina, che mi coinvolge da sempre!
Bellissimo il Cristo velato da visitare assolutamente
…Denominato una perla d arte…concordo pienamente è da visitare…
L’atmosfera dell’opera é suggestiva e affascinante: tale effetto emotivo- estetico viene ottenuto attraverso il velo che che non solo dà unità all’insieme degli elementi scenici, ma lascia trapelare il già e non ancora del mistero della Resurrezione che fa da sottofondo all’immagine della passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo.
Magico,
Ti viene la voglia di visitare…….
nel visitare la meravigliosa napoli e nell’assaporare la piacevole vista delle sue molteplici realtà, non si può non fare visita alla cappella di San Severo, illustre esempio di architettura celante un tempio massone in cui sacro e profano si fondono in un contrasto che esprime odori e visioni che scatenano sensazioni che permangono nell’animo, esaltandolo davanti alla visione dell’opera di San Martino “Il Cristo Velato” la cui maestosità e grandezza realizzativa provoca un turbamento da cui si esce solo dopo aver ammesso con se stessi che qualcosa di divino ha pervaso lo scultore nella sua realizazione, credo sia da visitare per la piacevole sensazione che può dare una simil contemplazione che permane nella mente assai più a lungo di quello che la visita stessa dura
Napoli , la città più sublime al mondo , può essere fiera di avere il Cristo velato una delle tante opere che suscita alla vista un emozione che lascia senza respiro …